CURIOSITA' E DATE DA RICORDARE

Rinaldo Bianchini il famoso trombettista nerazzurro

Tifare significa solo incitare la propria squadra. Cosa che Bianchini ha fatto per una vita, dando fiato e polmoni al suo morbo nerazzurro e diventando un personaggio simbolo, citatissimo da radio e telecronisti (Bruno Pizzul in particolare ne raccontava spesso le gesta) di un calcio forse oggi perduto. "Lo ricordo con tanta simpatia - dice il lodigiano Giampiero Marini, centrocampista dell'Inter a cavallo tra gli anni '70 e '80 -. In campo noi giocatori sentivamo la sua tromba, come segnale per caricarci o per festeggiare. È stata una persona che ha lasciato un segno importante nella storia dell'Inter ".

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CARLO ANCELOTTI ex tifoso Interista e calciatore nerazzurro mancato

L'ex allenatore rossonero, ora al Real Madrid, ha confessato: "Da ragazzino ero tifoso dell'Inter. Il mio idolo era Mazzola. Ero stato comprato, diciamo, da tifoso, perché avevo mio cugino che viveva a Milano e mi aveva portato un completo dell'Inter, con la maglia e i pantaloncini, e da quel giorno ero diventato tifoso dell'Inter". Una fede che non è stata dimenticata, nonostante gli anni e la professione da allenatore: "Forza Inter adesso è impossibile da dire", assicura Ancelotti, ma "per l'Inter ho anche pianto e questo lo posso dire, perché una volta, l'unico modo per poter veder l'Inter era a Mantova. L'Inter - racconta - andò a Mantova a giocare ma purtroppo non riuscimmo a trovare i biglietti, però, con astuzia mi sono messo davanti a un cancello a piangere per 45 minuti e alla fine, a furia di vedermi piangere, lo steward mi lasciò entrare a vedere il secondo tempo. E' stata l'unica volta che ho visto l'Inter dal vivo."

Massa, 19 agosto 1978 "Torneo del Tirreno" Inter - Herta Berlino 1-0

Nell' Inter gioca anche un giovanissimo Carlo Ancelotti il quale così ricorda: "Ho fatto un provino per l'Inter. A 19 anni il mio battesimo è stato contro il Werder Brema in squadra con gente come Anastasi e Altobelli...me la son fatta sotto. Trascorsa una settimana non c'era giorno in cui Bersellini non mi pesasse e continuasse a ripetermi: 'Se resti qui dovrò inventare una dieta specifica solo per te'. Alla fine decisero che costavo troppo e presero Beccalossi"

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Stadio di Wembley, spazio dedicato alle squadre vincitrici della Coppa dei Campioni, ecco alcune foto, di José Vicente, dello spazio dedicato all'Inter (clicca per ingrandirle)

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CAMPIONATO 1946/47

Milano, 29 giugno 1947 – XXXVII° giornata

Inter - Bologna 1-1

Contro il Bologna, Meazza gioca la sua ultima partita

Meazza e il capitano del Bologna si scambiano i saluti iniziali

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CAMPIONATO 1958/59
Milano, 07 giugno 1959 - XXXIV° Giornata
INTER 4 Lazio 0

Antonio Valentin Angelillo, contro la Lazio, segna il suo 33° gol e stabilisce un record difficilmente battibile: 33 gol in 33 partite di campionato

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22 febbraio 1981, Campionato 1980/81: Inter - Como 2-1

al 18' minuto si infortuna Gabriele Oriali ed al suo posto entra un ragazzino di nome Giuseppe Bergomi, è l'esordio dello "zio" in partite ufficiali.

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Milano, viale Lombardia, 30 gennaio 1921 - VII° giornata

Milan - Internazionale 1-1

Derby e nell'Inter giocano ben cinque fratelli contemporaneamente, record sicuramente imbattibile. Ecco i cinque fratelli Cevenini che scendono in campo contemporaneamente, da sinistra Mario, Aldo e Luigi, seduti Cesare e Carlo

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Milano, 10 gennaio 1909, l'Internazionale disputa, contro il Milan, la sua prima partita ufficiale, si tratta della prima giornata del girone eliminatorio della Lombardia, girone che comprende oltre il Milan e l'Internazionale anche l'U. S. Milanese.

Milan criket - Internazionale 3-2

Milan criket: Radice, Sala, Colombo, Meschia, Scarioni, Barbieri, Mariani, Laich, Trerè, Madler, Lana.

Internazionale: Cocchi, Marktl, Kaeppler, Nieddermann, V. Fossati, Kummel, A. Gama, Du Chenè, Hopf, Schuler, Woelkel

Reti: 25’ Trerè, 69’ A. Gama, 74’ Lana, 86’ Laich, 88’ Schuler

Arbitro: Goodley

Note: Giornata fredda e piovosa, scarso il pubblico.

Una fase di quell'incontro

 

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08 settembre 1928

Nasce la Società Sportiva Ambrosiana

Le direttive impartite dal Regime Fascista già nel 1927 imponevano la riduzione delle società doppie presenti nella stessa città, decidendo le fusioni tra diverse quadre di diverse città, quando alla fine del campionato 1927-1928 Ernesto Torrusio, braccio destro del gerarca fascista di Milano Rino Parenti e presidente della U.S. Milanese, terminata seconda nel campionato di Prima Divisione girone B) vide la possibilità di essere ammessi in Divisione Nazionale, decise di imporre all'Internazionale la fusione con l'U. S. Milanese. La dirigenza dell'Internazionale fu messa al corrente della fusione a giochi già fatti. e per volere di Torrusio, la squadra cambiò nome, Ambrosiana, e anche la maglia nerazzurra fu abbandonata per una classica divisa bianca con una croce rossa (simbolo di Milano) e il Fascio littorio al centro della divisa. Il nome Ambrosiana derivava da Sant'Ambrogio, patrono di Milano dopo esserne stato vescovo.

Lunedì 25 gennaio 1932 il quotidiano sportivo "Il Littoriale", nella pagina dei risultati titola in un trafiletto "Ambrosiana Inter e la rinascita dell'U.S. Milanese" e scrisse: « L'Ufficio sportivo della Federazione Fascista ha dato comunicazione all'A.S. Ambrosiana che S.E. l'on. Arpinati, Commissario del C.O.N.I., ha concesso l'autorizzazione a che l'Ambrosiana muti la propria denominazione in quella di A.S. Ambrosiana-Inter. Ciò che costituisce la conferma ufficiale della notizia data qualche tempo fa, e ha riempito di giubilo la massa dei supporters nero azzurri. » E aggiunse: « Contemporaneamente S.E. Arpinati ha autorizzato la rinascita dell'U.S. Milanese, la società che diede vita, assieme all'ex Internazionale, all'Ambrosiana, nominandone presidente il cav. Andrea Lattuada.
Pertanto l'U.S. Viscontea, che si fregia dei colori a scacchi bianco-neri e che è presieduta dal Lattuada stesso, passa all'U.S. Milanese. I premi dell'U.S. Milanese, custoditi presso l'Ambrosiana, torneranno ai bianco-neri. L'U.S. Milanese, a quanto pare, non si occuperà di calcio.... »

 

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10 dicembre 1958 - Coppa città delle Fiere

Inter - Olympique Lione 7-0

l'Inter, disputa la sua ultima partita ufficiale all'Arena

L'Arena negli anni '40 gremita di gente

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Campionato 1976/77, Genova 12 dicembre 1976

Sampdoria - Inter 0-1

Facchetti segna al 89' il gol vittoria che è anche l' ultimo dei suoi 59 gol segnati in serie A

 

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Torino, 16 aprile 1961

Stadio Comunale di Torino: è il 16 aprile 1961, una domenica piovosa, la ventottesima di campionato. Il torneo è a 18 squadre, mancano ancora sette giornate alla fine, ma quella di oggi non è una partita come le altre, è Juventus - Inter, il derby d’Italia. La squadra bianconera è in testa alla classifica con 40 punti, grazie alle grandi giocate dei suoi tre re: John Charles la potenza, Giampiero Boniperti la classe, Omar Sivori l’estro e la fantasia. L’Inter insegue, con quattro lunghezze di svantaggio, ma non è per niente rassegnata. È l’Inter di Helenio Herrera ed Angelo Moratti, una squadra indomita, senza paura, senza complessi d’inferiorità; quella di Picchi, Bolchi, Bicicli; quella di Tacchino freddo Firmani e del giovanissimo Corso; insomma, la genitrice della “Grande Inter”. La partita è delicatissima e decisiva; lo sanno i giocatori, lo sanno i tecnici e lo sa anche il pubblico. Una vittoria della Juventus vorrebbe dire scudetto sicuro, una vittoria dei nerazzurri equivarrebbe a rimettere tutto in gioco. L’incontro è definito dai giornali il match dell’anno e la risposta del pubblico è talmente straordinaria da andare al di là d’ogni previstone. Quando le squadre entrano in campo, infatti, lo stadio Comunale di Torino offre uno spettacolo mai visto in precedenza. La folla forma un vero e proprio muro; la Juventus ha venduto poco più di 61.000 biglietti per un incasso record di 109 milioni di Lire, primato assoluto per Torino e per il campionato, ma si capisce subito che gli spettatori sono molti, molti di più. Non si sa chi li abbia fatti entrare, ma resta il fatto che, quando l’arbitro Gambarotta fischia l’inizio della partita, c’è qualcosa, nel cielo plumbeo di Torino, che fa pensare che stia per scoppiare un grosso temporale. L’incontro, comunque, comincia; l’Inter, considerata oramai stanca e tagliata fuori dalla lotta al vertice, si presenta al contrario in gran forma. Bicicli, Corso, Bolchi e Firmani sembrano imprendibili e la Juventus è costretta a subire. C’è un tiro deviato a fatica dal portiere juventino Vavassori, segue un’incursione nerazzurra bloccata, a fatica, al limite dell’area, quindi un tiro di Nicolé terminato sul fondo ed una traversa colpita dall’interista Morbello. Il pubblico si eccita, si scalda, applaude, partecipa, fino a quando non riesce più a restare al suo posto, proprio perché non riesce fisicamente a stare sugli spalti. Tra uno che grida, uno che si agita, un altro che non vede, perché ha davanti uno con l’ombrello aperto, lo stadio Comunale di Torino diventa troppo stretto. Il pubblico si accalca alle reti, schiaccia, spinge ed alla fine almeno cinquemila spettatori non trovano altra soluzione che scavalcare le reti ed andarsi a piazzare ai bordi del campo.Alla mezzora del primo tempo i giocatori juventini ed interisti vengono colti da tanta paura, così come l’arbitro Gambarotta. Le intenzioni dei tifosi sono totalmente pacifiche, nate esclusivamente dal desiderio di vedere meglio la partita, ma il direttore di gara immagina, con terrore, cosa potrebbe succedere nel momento in cui dovesse prendere alcune decisioni difficili a favore di una o dell’altra squadra ed ordina immediatamente la sospensione del gioco; fino a quando la gente non si sarà allontanata dal campo, la partita non potrà riprendere.I dirigenti della Juventus si danno immediatamente da fare; l’altoparlante dello stadio impartisce ordini perentori: «Allontanatevi immediatamente dal campo di gioco, altrimenti la partita non sarà ripresa». Il grosso problema è che gli spettatori non hanno più un posto dove rientrare. L’arbitro Gambarotta si fa parte dirigente, reprime la paura e, dopo dieci minuti di attesa, decide di ricominciare ad arbitrare. Ma il tentativo è di breve durata: due minuti scarsi eppoi tutti negli spogliatoi.Arrivano il questore e duemila poliziotti; giunge anche Umberto Agnelli, presidente della Juventus, che confabula con Gian Marco Moratti, figlio del presidente dell’Inter. Arriva anche Walter Mandelli, dello staff dirigente bianconero ed ancora l’avvocato Enrico Gattai, accompagnatore ufficiale dell’Inter. La confusione regna sovrana, fino a quando, alle 17:25, mentre fuori ancora piove a dirotto, l’arbitro Gambarotta decide di sospendere definitivamente la partita. Juventus - Inter non si giocherà più. Dopo un’ora Bruno Bolchi, capitano dell’Inter, entra nello stanzino dell’arbitro per consegnare il ricorso ufficiale con cui l’Inter chiede la vittoria a tavolino. Helenio Herrera, detto “Habla habla”, tiene fede più che mai al suo soprannome e getta benzina sul fuoco. «Avremmo vinto sicuramente la partita, perché eravamo i più forti», dice ai giornali di tutta Italia e le sue dichiarazioni accendono sempre più le polemiche. Il 26 aprile 1961 il giudice sportivo della Lega da ragione all’Inter: la Juventus è ritenuta oggettivamente responsabile di quanto si è verificato e quindi deve subire la sconfitta per 0-2. L’Inter è in festa, il Mago Herrera lancia ulteriori proclami di vittoria ed a Milano si riparla di scudetto, un sogno che sembrava destinato ad essere abbandonato. Ma la Juventus non ha alcuna intenzione di subire passivamente la decisione del giudice sportivo e fa reclamo alla Caf, la commissione d’appello federale.La situazione rimane bloccata per due mesi poi, il 3 giugno, proprio alla vigilia dell’ultimo turno di campionato che prevede l’Inter di scena a Catania e la Juventus in casa contro il Bari, la Caf cancella la sentenza di primo grado. La squadra bianconera non è ritenuta oggettivamente colpevole per l’invasione e, quindi, non deve essere punita con la sconfitta a tavolino. La Caf decide inoltre che la partita deve essere rigiocata. Per l’Inter è uno choc terribile, la società nerazzurra tira in ballo la doppia carica di Umberto Agnelli, presidente federale e presidente della società bianconera, sostenendo presunte ingerenze nella decisione. La squadra subisce il colpo ed il giorno incappa in una pesante sconfitta per 2-0 a Catania, mentre la Juventus pareggia in casa con il Bari e porta il suo vantaggio a tre punti. Questa concomitanza di risultati significa scudetto per la Juventus e rabbia per l’Inter. Ma il campionato non è finito, almeno per le due squadre rivali, perché c’è da giocare la ripetizione della partita. Il problema è lo stato d’animo con cui le due squadre scendono in campo e la forza pubblica si mobilita, prevedendo disordini fra i tifosi; il questore di Torino prende ogni precauzione, ma è l’Inter a fugare ogni dubbio ed a tranquillizzare la situazione.Angelo Moratti ed Helenio Herrera, sostenendo che quella partita non si sarebbe dovuta giocare, decidono di schierare undici ragazzini: dieci al loro esordio assoluto in serie A (tra questi, Sandro Mazzola) e soltanto uno, il portiere Annibale, con una piccola esperienza, avendo giocato qualche partita in campionato e il presidente e l’allenatore nerazzurro mantengono la loro parola ed inviano a Torino una squadra di ragazzini, guidati in panchina da Giuseppe Meazza. Helenio Herrera rimane polemicamente a Milano ad assistere ad una partita della squadra Primavera. La partita farsa termina 9-1. Omar Sivori, acerrimo nemico dell’Inter e di Herrera in particolare, segna sei goal, conquistando così il primo posto nella speciale classifica che conteggia i goal realizzati rispetto alle presenze. Giampiero Boniperti, molto più signore, gioca col cuore gonfio di amarezza per questa sconfitta dello sport ed alla fine della partita, rientrato negli spogliatoi, si toglie lentamente le scarpe bullonate e le porge al magazziniere dicendogli: «Le metta pure via. Non gioco più», lasciando per sempre il calcio giocato. Anche per Umberto Agnelli quella partita è molto significante. Il dirigente della Fiat, infatti, si dimette dalla carica di presidente della Federazione (troppo tardi e a giochi fatti), carica che ricopriva insieme a quella di presidente della Juventus. Mazzola così racconta di quella partita: «Boniperti era stato amico di mio padre ed era un calciatore che, da ragazzo, vedevo come un gran campione. Fu molto simpatico con me in quella gara, ma non mi anticipò che quella sarebbe stata, per lui, l’ultima della sua carriera. Non mi disse, insomma, che io avrei giocato la prima della mia vita e lui l’estrema. Si tenne il segreto fino al fischio finale dell’arbitro, fino a quando consegnò le scarpe al magazziniere A fine match mi salutò e mi fece coraggio, spronandomi a dare sempre il meglio di me stesso.
La Juventus partì un po’ molle quel giorno, sembrava non sentire la partita, al punto che un mio compagno, un toscano che si chiama Morosi, mi disse: “Oh Madonnina, Madonnina sto fermando Sivori!”
Questo Morosi aveva di fronte un Sivori svogliato, che sembrava indifferente. E pensare che poi, dopo la gara, il povero Morosi, disperato, non voleva più tornare a casa visto che il Cabezon aveva realizzato sei goals e, quindi, non aveva più coraggio di presentarsi davanti agli amici.
Ad un certo punto, Boniperti si arrabbiò o, comunque, diede l’impressione di farlo, ed invitò Sivori ad impegnarsi di più. L’atmosfera che vivevamo era surreale; capitò che, ad un tratto, casualmente, feci un tunnel a Charles. Avevo visto quell’enorme montagna arrivarmi addosso e con il tacco, quasi spaventandomi, gli infilai il pallone in mezzo alle gambe. Allora lo guardai e gli dissi: “Scusi, non l’ho fatto apposta”.
In porta c’era Carletto Mattrel. Quando andai sul dischetto per tirare il rigore, cercai di non fare capire al portiere juventino di essere molto emozionato e cercai proprio di giocare su questo, per poter ingannare Mattrel. Mi misi, perciò, a fissare il palo sulla destra del portiere, in modo da dargli l’impressione che avrei calciato sicuramente da quella parte. Ma, invece, tirai dall’altro lato, battendo Carletto. Ero proprio sotto la curva Maratona, quella dei tifosi del Torino, la squadra di mio padre». Angelo Moratti, l’impareggiabile presidente dell’Inter, dopo aver subito il torto, convoca i suoi collaboratori più fidati: «Adesso mi hanno fatto girare veramente le scatole. Voglio vincere cinque scudetti di fila. Comprate i migliori giocatori del mondo, a qualsiasi prezzo». Arriveranno Suarez, Jair, Burgnich, Peirò, Szymaniak, Hitchens e l’Inter diventerà la “Grande Inter”. Di scudetti ne vincerà tre, dal 1963 al 1967, ma avrebbero potuti essere benissimo cinque. Uno, infatti, gli sarà portato via dal Bologna nel drammatico spareggio dell’anno del doping; l’altro lo vincerà in modo assai rocambolesco la Juventus, in quella beffarda partita di Mantova, nella quale il portiere Sarti consegnerà lo scudetto alla squadra bianconera all’ultima giornata di campionato, con una clamorosa “papera”
. da "il pallone racconta"

 

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Pelè insieme con Suarez prima di Inter - Santos (1-4) del 24 giugno 1961 a Milano

 

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CAMPIONATO 1947/48
V° Giornata
Milano, 12 ottobre 1947

Inter - Juventus 4-2
Al 15' e al 53 Benito Lorenzi detto "Veleno" segna i primi gol in maglia nerazzurra e non poteva segliere avversario migliore !!!

 

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CAMPIONATO 1962/63

24 febbraio 1963, Inter - Milan 1-1

 

E' il derby del record di Mazzola che va in gol dopo tredici secondi, è la stagione in cui l'Inter vince lo scudetto e il Milan la Coppa dei campioni. Siamo uno a zero per l'Inter e David entra duro su Zaglio, il fallo è in area, di poco, ma è in area. Sarebbe rigore ma l'arbitro Concetto Lo Bello fischia la punizione dal limite perché lui da lontano l'ha vista così. Succede però che Trebbi si spinge con Di Giacomo, Tagnin si scontra con Benitez, Ghezzi che calcia via il pallone e che alla fine della baraonda il pallone sia piazzato sul dischetto del rigore anche perchè David, ha capito che era rigore, Lo Bello nel casino non si ricorda più cosa aveva fischiato e gli interisti si guardano bene dal correggere sia gli uni che l'altro. Alla fine tira Suarez, spiazza Ghezzi ma il pallone finisce sul palo. Chissà.....sicuramente Corso su punizione l'avrebbe messa dentro

 

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IL PRIMO DERBY MILANESE
Chiasso: vince il Milan vestito di Lana
ma tutto è cominciato con una briscola

Il 18 ottobre 1908 si gioca in Svizzera la prima stracittadina: decide un rossonero che sembra il nonno di Zola.
Due tempi da 25', nessuna marcatura e il terzo tempo è già all'andata in treno con pane, salame e vino

Gente strana questi footballers. Sono arrivati in treno dall'Ortica, si sono divisi pane, salame, rosso di quello buono e due mani di briscola, nemmeno sanno di odiarsi, ridono e parlano di donne che non fumano, ricamano e si truccano solo con un velo di cipria, non sanno ancora di far parte di qualcosa di grande. È tutto magnificamente antico qui, cugini che viaggiano insieme e che lavano a turno le maglie di tutti, ragazzini che negli occhi hanno tutto, pieni di fede e di cicatrici, colpa di quei palloni che segano la testa con lo spago e delle scarpe troppo dure sulla pianta, con la fiaschetta di whisky appoggiata al palo per quando c'è bisogno di tirarsi un po' su.

Prego accomodatevi, a Chiasso, madre di tutti i derby, appena di là della frontiera, ma è come se l'Inter giocasse in casa, cinque sono gli svizzeri in squadra, poi c'è Aebi che è un mezzosangue, sono quasi tutti ragazzini, tre sedicenni, due quindicenni, due ventenni, Balotelli di una volta, ma a quell'età ci si sposa, si lavora e si parte per la guerra. Qui si gioca calcio totale, il calcio del futuro, si difende in undici, si attacca in undici, e non importa come.

Si gioca al campo del Gas, venti centesimi il biglietto, due tempi di venticinque minuti, come il secondo tempo più recupero di una partita del Duemila, le porte sono più corte ma più alte, i gol si segnano sui pali che sono quadrati, una tacca, due tacche, due tacche a uno, come tabelloni elettronici fatti di legno, le reti ci sono, ma sono una novità che fa ridere la gente.

Ti pare di entrare in campo e invece sei già dentro un'atmosfera, i footballers hanno baffi lucidati dalla pomata e pantaloni tagliati per la scherma, tenuti su dalla cintura di cuoio, le casacche con la lana pungono un po' solo quando sudi. Il mondo è ordinato e cammina senza fretta, in Italia circolano 226 automobili e non c'è bisogno di avere la patente, Clark Gable ha sette anni, Wanda Osiris tre, Montanelli non è ancora nato, solo le persone istruite comprano il giornale che costa cinque centesimi, solo la metà dei bambini italiani va a scuola, stanno comparendo gli ascensori, i termosifoni, la luce elettrica, giocare a calcio è solo un modo di godersi la vita.

Il Milan gira intorno a Pierino Lana, che ha 20 anni, e sembra Zola, piccolino, magretto, che segna e fa segnare, l'Inter su Ermanno Aebi, che ha tre anni di meno e tutti chiamano Signorina perché ha il viso delicato e i piedi da ballerina.

18 ottobre 1908 - Campo della Giovannina, Chiasso (Cantonticino, Svizzera)
MILAN-INTERNAZIONALE 2-1
Reti: Lana, Payer, Forlano
MILAN: Radice, Glaser, Sala; Bianchi, Steltzer, Meschia; Lana, Madler, Forlano; Laich, Colombo.
Allenatore: Gerolamo Radice.
INTERNAZIONALE: Campelli, Fonte, Zoller; Yenni, Fossati, Stebler; Capra, Peyer I, Peterly; Schuler, Aebi. Allenatore: Virgilio Fossati.
Arbitro: Bollinger (Svizzera)
Spettatori e incasso: 2.000 circa per un incasso di 400 franchi svizzeri.
Note: Giocati due tempi da 25 minuti ciascuno «Match giocato accanitamente da ambe le parti» scriverà domani il Corriere della Sera, «le contendenti svilupparono un gioco accanito con tutta la potenza dei loro mezzi» aggiungerà La Gazzetta, «la palla viene portata abilmente ora sotto un goal ora sotto l'altro con magnifica tecnica di gioco» si esalterà La Lettura Sportiva. Finisce che Lana segna un gol da sicario, e che Forlano, gigante gentile, ci metta su il carico prima della fine del tempo, Peyer ci proverà a riaprire la briscola, ma va così, fa niente, in fondo c'è solo voglia di fare qualcosa che resti per sempre.

18 ottobre 1908, l'Inter è piena di stranieri, il Milan è quasi tutto italiano..... Fonte:www.storiedicalcio.altervista.org

 

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6 novembre 1949: Inter Milan 6-5


Il derby che rimmarrà alla storia come il derby più entusismante di sempre, una autentica girandola di gol. Si comincia a giocare e si scatena subito il Milan: Candiani, un'ala non molto dotata in fatto di classe, ma con un sinistro micidiale, va a segno due volte nel giro dei primi 6 minuti. L'Inter sembra allocchita: San Siro è un crogiolo di urla, di entusiasmo, di abbattimento. Riduce le distanze il solito Nyers, con una bombarda da distanza ravvicinata, ma il «pompierone» Gunnar Nordhal riporta in alto i rossoneri, che vanno alla pausa in vantaggio per 3 a 1. Sembra fatta, ma il bello deve ancora venire. Si riprende con il Milan ancora in cattedra, adesso tocca a Liedholm spedire in fondo al sacco di «Nane» Franzosi (che pure era uno dei grandi del calcio dell'epoca), il bolide del 4 a 1. I poveri tifosi interisti sono allo stremo, già pensano con terrore alle burle feroci, agli sfottò, alle scommesse che dovranno pagare ai «cugini» rossoneri, quando si scatena il finimondo. Wilkes monta in cattedra. Sbriciola rapidamente il suo guardiano, il modesto, diligente (ma scarso) Bonomi, diventa il trampolino di lancio per Amadeo Amadei, «er core de Roma», il «fornaretto di Frascati», passato da un anno alla corte della grande Inter del Presidentissimo Carlo Rinaldo Masseroni. E quando Amadei aveva i rifornimenti giusti in zona-gol, non c'era scampo per nessuno. In breve: Amadei segna due volte in rapida successione. Nyers batte alla sua maniera un rigore accordato da Orlandini per atterramento dello stesso Amadei, ancora lanciato in gol... Poi realizza Lorenzi. E l'Inter, incredibilmente passa in vantaggio per 5-4. Ma il Milan non s'arrende e ritorna all'attacco. C'è una rimessa laterale lunghissima di Liedholm, un colpo di testa di Gren: Franzosi, il portiere nerazzurro, esce ma Annovazzi lo precede, entra di petto e di destro realizza il gol del pareggio: 5-5.
Punteggio effimero. Il rovesciamento è clamoroso. Appena un minuto dopo Campatelli tira da lontano e la palla colpisce il montante: mischia, irrompe Amadei e l'Inter si ritrova nuovamente in vantaggio (6-5), il vantaggio definitivo. Poi il Milan ha ancora due occasioni per pareggiare: dapprima con Gren e poi con Candiani che colpisce la traversa. Insomma: 6-5 per l'Inter. Fonte:www.storiedicalcio.altervista.org

 

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Estate stagione 1967/68

Milano, 18 maggio 1968 - Coppa Emilio Violanti
Inter - Roma 4-1
Reti: 13' Sirena, 32' Cappellini, 57' Anastasi, 74' Sirena (aut), 84' Anastasi

Nell'Inter gioca un giovanotto siciliano in forza al Varese di nome Anastasi e gioca con la consapevolezza che il prossimo anno sarà San Siro il suo campo ed invece con un bliz "dispettoso" la Juve di Agnelli stacca un assegno di 650 milioni al Varese e acquista il centravanti già promesso all'Inter.

Anastasi in azione nell'amichevole contro la Roma

 

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Il primo campo di gioco dell'Inter in via Carlo D'Adda, angolo ripa Ticinese n. 113, ricordato da una targa commemorativa

Si ringrazia per la foto la Carrozzeria INTER campione del mondo 2010
Fiamberti
Via Carlo D'Adda,4
20143 Milano
tel. 02 89402778
fax 02 36525174
carrozzeriainter@fastwebnet.it

 

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ALCUNI RECORD E ALCUNE CURIOSITA'

  • Fino alla stagione 2012/13 l'Inter si è classificata per 18 volte prima, 14 volte seconda e 14 volte terza.
  • L'Inter è l'unica squadra Italiana ad aver sempre militato in serie A
  • L'Inter detiene il record di punti conquistati in un campionato: stagione 1988/89 58 punti su 68 l' 85,29%
  • L'Inter è l'unica squadra Italiana ad aver vinto nello stesso anno, il 2010, il campionato, la Coppa dei Campioni, la Coppa Italia, la supercoppa Italiana e il Mondiale per Club
  • L'Inter è l'unica squadra italiana ad aver vinto nella stessa stagione, 2009/10, il campionato, la coppa Italia e la coppa dei Campioni
  • L'Inter è l'unica squadra Italiana ad aver vinto nello stesso anno, il 1965, campionato, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale
  • Nel 1964 l'Inter è stata la prima squadra a vincere la Coppa Campioni senza subire sconfitte.
  • L'Inter è stata la prima squadra Italiana a vincere la Coppa Intercontinentale, anno 1964.
  • L'Inter detiene il record del gol più veloce della storia della serie A; il 27 novembre 1988, Matteoli segnò al Cesena dopo 10 secondi e 9 decimi.
  • L'Inter detiene il record del più prolifico capocannoniere: Angelillo nel campionato 58/59 con 33 gol.
  • Nel 2006/07 l'Inter ha stabilito il suo nuovo record assoluto di imbattibilità con 33 turni utili consecutivi nel campionato di Serie A a 20 squadre.
  • Nel 2006/07 l'Inter ha raggiunto il record 11 vittorie consecutive in partite ufficiali indipendentemente dalla competizione giocata.
  • Nel 2006/07 l'Inter si è aggiudicata il 15° scudetto con 5 giornate d'anticipo, record assoluto per un Campionato italiano di Serie A che assegna tre punti per vittoria.
  • Nel 2006/07 l'Inter ha stabilito il nuovo record italiano di vittorie in trasferta: 15 vittorie.
  • Nel 2006/07 l'Inter ha stabilito il record italiano di 11 vittorie consecutive fuori casa in Campionato.
  • Nel 2006/07 l'Inter ha stabilito il record italiano di vittorie in una sola stagione in un torneo a venti squadre: 30 successi.
  • Nel 2006/07 l'Inter ha stabilito il nuovo record di venti marcatori diversi stagionali in partite ufficiali.
  • Nel 2006/07 l'Inter ha stabilito il record di aver avuto diciotto marcatori diversi in un Campionato di Serie A.
  • Nel 2006/07 l'Inter ha stabilito il record di punti per i campionati nazionali europei di prima fascia (di cui fanno parte i campionati: italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo): 97 punti.
  • Nel 2006/07 l'Inter ha stabilito il record di punti conquistati in trasferta: 49 punti.
  • Nel 2006/07 l'Inter ha chiuso il campionato senza subire sconfitte fuori casa, così come fecero il Milan nella stagione 1991/92, il Perugia nel 1978-79 e la Fiorentina nel 1968/69.
  • Nel 2006/07 l'Inter ha distanziato a fine Campionato di 22 punti la seconda in classifica (Roma): nuovo record europeo.
  • Nel 2006/07 l'Inter ha totalizzato in assoluto la percentuale europea (nei campionati continentali di prima fascia) più alta dei punti disponibili in un Campionato nazionale a 20 squadre: l'85,1% dei punti disponibili in Serie A.
  • Nel 2006/07 chiude un campionato nazionale con la media inglese più alta del calcio europeo: +21.
  • Nel 2006/07 ha raggiunto il record di punti per una squadra campione d’inverno. L’Inter ha stabilito il record di 51 punti nel girone di andata.
  • Nel 2006/07 l'Inter raggiunge la media inglese più alta della storia con un +22 alla 30ª giornata, raccogliendo il 91% dei punti disponibili (79 su 87).
  • Nel 2006/07 l’Inter ha stabilito il record del gol più veloce per un giocatore subentrato. Il 6 maggio 2007, nella partita Messina-Inter, Hernan Crespo ha segnato dopo 2 secondi e 28 decimi dall’entrata in campo.
  • Nel 2006/07 l’Inter ha stabilito anche un altro record: è di gran lunga la squadra che ha stabilito più record in una sola stagione (record italiani, europei e mondiali); infatti la squadra nerazzurra nel 2006/07 ha stabilito ben 18 record.
  • Nel 2006/07 l'Inter ha stabilito nel Campionato di Serie A il record europeo di 17 vittorie consecutive per i campionati nazionali europei di prima fascia (di cui fanno parte i campionati: italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo); il record continentale appartiene al Celtic nel campionato scozzese con 25 vittorie nel 2003/04

CURIOSITA' VARIE

  • L'Inter è la prima squadra di Milano come numero di tifosi in città (il 22,2% dell’Inter contro il 16,4 % del Milan) (Fonti: Doxa e Nielsen/NetRatings) .
  • L'Inter con più di 7.500.000 tifosi è la seconda squadra d'Italia (il 22,2% dei supporter in Italia) dopo la Juventus (il 31% dei supporter), che ha più di 12.000.000 di tifosi (Fonti: Doxa e Nielsen/NetRatings)
  • Negli anni Sessanta l'Inter ha introdotto gli abbonamenti stagionali allo stadio per prima in Italia.
  • L'Inter è l'unica squadra italiana ad aver sconfitto i padroni di casa all'Highbury di Londra. Il 17 settembre 2003 ha infatti battuto l'Arsenal 0-3 in Champions' League.
  • Il 30 luglio 1995 l'Inter è stata la prima società calcistica italiana a dotarsi di un sito internet.
  • Il sito inter.it risulta essere anche il secondo sito sportivo più visitato in Italia dopo gazzetta.it (Fonti: Alexa e Nielsen/NetRatings) .
  • Il 20 settembre 2000 ha iniziato le trasmissioni Inter Channel, canale televisivo tematico dell'Inter, sulla piattaforma satellitare.
  • Poiché in passato la maggior parte della tifoseria del Milan apparteneva alla classe proletaria ed era spesso immigrata, i rivali dell'Inter li apostrofavano come "casciavìtt" (cacciaviti). A loro volta i rossoneri chiamavano i cugini "bauscia" (gradassi), riferendosi a uno degli stereotipi della borghesia meneghina di cui la tifoseria nerazzurra era prevalentemente composta. A causa del diverso mezzo di locomozione utilizzato dalle due tifoserie per recarsi allo stadio di S.Siro, gli interisti erano soprannominati "muturèta" mentre i milanisti "tramvèe".
    CAMPIONATO
    • Maggior vittoria: Inter - Vicenza 16-0 del 10 gennaio 1915.
    o Girone unico: Inter - Casale 9-0 del 10 settembre 1933.
    • Maggior sconfitta: Juventus - Inter 9-1 del 10 giugno 1961.
    • Partita con più gol: Inter - Vicenza 16-0 del 10 gennaio 1915.
    Girone unico: Inter - Bari 9-2 del 9 gennaio 1938 e Inter-Milan 6-5 del 6 novembre 1949.
    • Maggior numero di reti in una stagione: 113 reti nel 1913/14.
    Girone unico: 107 reti nel 1950/51.
    • Massima serie positiva: 33 partite (dalla 37ª giornata 2005/06 alla 32ª giornata 2006/07, con un bilancio di 25 vittorie e 8 pareggi.
    • Massima serie negativa: 10 partite (dalla 7ª alla 16ª giornata del girone B - Lega Nord 1921/22 campionato CCI, con un bilancio di 7 sconfitte e 3 pareggi).
    Girone unico: 8 partite (dalla 22ª alla 29ª giornata 1947/48, con un bilancio di 5 sconfitte e 3 pareggi).
    • Vittorie consecutive: 17 partite (dalla 8ª alla 25ª giornata 2006/07).
    • Sconfitte consecutive: 5 partite (dalla 21ª alla 25ª giornata 1947/48, dalla 10ª alla 14ª giornata 1955/56 e dalla 29ª alla 33ª giornata 1956/57).
    • Pareggi consecutivi: 7 partite (dalla 7ª alla 13ª giornata 2004/05).
    • Vittorie in una stagione: 30 partite nel 2006/2007.
    • Sconfitte in una stagione: 19 partite nel 1947/48.
    • Pareggi in una stagione: 18 partite nel 2004/05.
    • Cannoniere stagionale: 37 reti di Luigi Cevenini nel 1919/20.
    o Girone unico: 33 reti di Antonio Valentin Angelillo nel 1958/59.
    • Cannoniere in una singola gara: 7 reti di Luigi Cevenini (Inter - Vicenza 16-0 del 10 gennaio 1915 e Inter - G.C. Legnanesi 12-0 del 28 novembre 1920).
    Girone unico: 5 reti di Giuseppe Meazza (Inter - Bari 9-2 del 9 gennaio 1938) e Antonio Valentin Angelillo (Inter - Spal 8-0 del 12 ottobre 1958).
    Coppa dei Campioni / Champions League
    • Maggior vittoria: Inter - Dinamo Bucarest 6-0 dell'11 novembre 1964.
    • Maggior sconfitta: Inter - Arsenal 1-5 del 25 novembre 2003.
    • Partita con più gol: Inter - Dinamo Bucarest 6-0 dell'11 novembre 1964, Inter - Borussia Mönchengladbach 4-2 del 3 novembre 1971, Lione - Inter 3-3 del 22 ottobre 2002 e Inter - Arsenal 1-5 del 25 novembre 2003.
    • Massima serie positiva: 12 partite (dai sedicesimi di andata del 1963/64 ai quarti di andata del 1964/65, con un bilancio di 10 vittorie e 2 pareggi).
    • Cannoniere stagionale: 10 reti di Adriano nel 2004/05.
    • Cannoniere singola gara: 3 reti di Adriano (Inter - Porto 3-1 del 16 marzo 2005 e Inter - Artmedia Bratislava 4-0 del 23 novembre 2005).
    Coppa delle Fiere / Coppa UEFA
    • Maggior vittoria: Inter - Olympique Lione 7-0 del 10 dicembre 1958.
    • Maggior sconfitta: Barcellona- Inter 4-0 del 7 maggio 1959 e Real Madrid - Inter 5-1 del 16 aprile 1986.
    • Partita con più gol: Inter - Hannover 96 8-2 del 13 settembre 1960.
    • Massima serie positiva: 13 partite (dagli ottavi di ritorno del 1997/98 agli sedicesimi di ritorno del 2000/01, con un bilancio di 8 vittorie e 5 pareggi).
    • Cannoniere stagionale: 9 reti di Roberto Boninsegna nel 1969/70.
    • Cannoniere singola gara: 4 reti di Edwing Firmani (Inter - Olympique Lione 7-0 del 10 dicembre 1958) e Roberto Boninsegna (Inter - La Valletta 6-1 del 13 settembre 1973).
    Coppa delle Coppe
    • Maggior vittoria: Inter - Floriana La Valletta 5-0 del 27 settembre 1978 e Inter - Bodo Glimt 5-0 del 18 ottobre 1978. .
    • Partita con più gol: Inter - Floriana La Valletta 5-0 del 27 settembre 1978 e Inter - Bodo Glimt 5-0 del 18 ottobre 1978.
    • Massima serie positiva: 5 partite (dai sedicesimi di andata del 1978/79 ai quarti di andata del 1978/79, con un bilancio di 4 vittorie e 1 pareggio).
    • Cannoniere stagionale: 7 reti di Alessandro Altobelli nel 1978/79.
    • Cannoniere singola gara: 3 reti di Alessandro Altobelli (Floriana La Valletta - Inter 1-3 del 13 settembre 1978 e Inter - Bodo Glimt 5-0 del 10 ottobre 1978).
    Coppa Italia
    -Maggior vittoria: Mantova - Inter 0-7 del 14 settembre 1958.
    -Maggior sconfitta: Parma - Inter 6-1 del 29 novembre 2000.
    -Massima serie positiva: 28 partite, dagli ottavi di andata del 2003/04 alla semifinale di ritorno del 2006/07, con un bilancio di 18 vittorie e 10 pareggi.
    -Cannoniere stagionale: 9 reti di Roberto Boninsegna nel 1973/74 e Alessandro Altobelli nel 1981/82.
    -Cannoniere singola gara: 5 reti di Edwing Firmani : Mantova - Inter 0-7 del 14 settembre 1958